Regime IVA dei Voucher (buoni sconto, buoni acquisto)

27/11/2012 Esame della camera dei deputati delle direttive UE in merito al regime IVA dei voucher

 

FINALITA’ /MOTIVAZIONE
La proposta è intesa ad introdurre nella direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, un regime giuridico specifico per la tassazione delle operazioni che comportano l’uso di buoni (“voucher”),al fine di colmare le divergenze esistenti nei vari ordinamenti nazionali. In assenza di norme comuni a livello europeo, le normative e le prassi nazionali si sono infatti evolute in modo non coordinato, generando incertezza giuridica e contenzioso nonché determinando casi di doppia imposizione o non imposizione che ostacolano il corretto funzionamento del mercato unico e possono prestarsi a pratiche elusive. La Commissione richiama, in particolare, le conseguenze derivanti dalla differente individuazione, nei vari regimi nazionali, del momento dell’imposizione (il momento dell’emissione o quello del riscatto del buono): alcuni Stati membri considerano un determinato tipo di buono, ad esempio, un credito telefonico prepagato (che rappresenta, peraltro, il tipo di buono più comune), come il versamento di un acconto da tassare all’emissione, mentre per lo stesso tipo di buono altri Stati membri tassano la cessione o prestazione finale. Se il buono è emesso nel primo Stato e riscattato nel secondo, entrambi gli Stati applicheranno l’IVA sulla cessione o prestazione. Stante la legittimità di entrambe le posizioni, il risultato è, però, quello di una doppia imposizione. Nella situazione opposta nessuno Stato membro applicherebbe l’IVA e il risultato sarebbe invece una non imposizione.
La Commissione sottolinea che la doppia imposizione ostacola gli accordi commerciali intesi a trarre vantaggio dalle opportunità offerte dal mercato unico. Al contrario, la non imposizione non intenzionale dovuta a incoerenze può essere sfruttata a fini abusivi. La Corte di giustizia è stata più volte chiamata a chiarire le modalità di applicazione della direttiva 206/112/CE ai buoni, fornendo alcuni orientamenti; la Commissione rileva tuttavia che le pronunce della Corte non hanno risolto definitivamente i problemi interpretativi e si rende dunque necessario l’intervento legislativo, tenuto anche conto del fatto che l’aumento delle funzioni dei buoni, con particolare riferimento ai crediti prepagati di telefonia mobile, ha reso meno netta la distinzione tra i buoni e gli strumenti di pagamento innovativi.

CONTENUTI
Il nucleo essenziale della proposta è costituito dalle disposizioni relative:
· alla definizione dei buoni (“voucher”) ai fini dell’IVA (nuovo art. 30 bis della direttiva IVA);
· all’individuazione del momento dell’imposizione (art. 65);
· alla determinazione della base imponibile per ciascuna fase della “catena di distribuzione” (artt.
74 bis e ter);
· al trattamento del buono sconto come una prestazione distinta di un servizio reso al fornitore
che accetta il buono dall’emittente del buono stesso (artt. 25, lett. e) e 74 ter).

Regime IVA dei Voucher (buoni sconto, buoni acquisto)