L’obbligo del server nazionale limita le campagne multipaese

La crisi economica ha costretto molte aziende occidentali, anche di piccole e medie dimensioni, a uscire dai propri orizzonti nazionali alla ricerca di nuovi mercati. Proprio nell’ ottica di contenere i costi si è recentemente assistito a una proliferazione di manifestazioni a premi (concorsi e operazioni a premi) realizzate contemporaneamente in più paesi. Questa strategia si è potuta sviluppare all’ estero, mentre in Italia ha trovato applicazioni più sporadiche a causa delle limitazioni del dpr 430/2001. L’articolo 1 del dpr, infatti, prevede che le manifestazioni a premi si realizzino esclusivamente nel territorio nazionale e siano rivolte ai soli residenti o domiciliati in Italia. Questa limitazione non trova equivalenti in altre nazioni occidentali.

La conseguenza concreta è che a rimanere penalizzate siano le aziende italiane proiettate all’estero. Per tali aziende l’unica soluzione attualmente percorribile è quella di domiciliare, attraverso una filiale all’estero, una promozione multipaese presso uno stato dove la legislazione non pone limitazioni territoriali (per esempio Inghilterra). Contemporaneamente il promotore italiano può decidere se duplicare tale attività solo per il nostro paese o addirittura escludere l’Italia dai paesi coinvolti. Questi obblighi aggiuntivi per le aziende italiane si traducono in maggiori costi e complicazioni rispetto ai concorrenti esteri.

La situazione è maggiormente aggravata da interpretazioni ministeriali anacronistiche, che contribuiscono a rafforzare l’immagine di un’Italia bizantina, con la conseguenza di scoraggiare gli investimenti esteri. Fra tutte, la più curiosa è l’obbligo di utilizzare un sito internet ubicato nel territorio nazionale ai fini delle manifestazioni a premi. Questo obbliga molte aziende multinazionali, spesso munite di un web server posizionato all’estero, a utilizzare solo ai fini della manifestazione a premio un server in Italia o a creare complicate architetture informatiche. Infatti, per poter continuare a utilizzare un sito internet estero ed evitare la sanzione per manifestazione vietata pari a 83.333 euro, si deve adottare la soluzione del web mirroring, dove in tempo reale i dati raccolti presso il server estero sono copiati in un server fisicamente ubicato in Italia.

In conclusione, si può comprendere di dover aspettare l’opera del legislatore per un’ampia riforma, come nel caso delle campagne multipaese, ma nell’ attesa di una nuova legge, che potrebbe essere lunga, si faccia uno sforzo per eliminare almeno il curioso caso del server nazionale.

(Promotion Magazine, http://www.promotionmagazine.it/lobbligo-del-server-nazionale-limita-le-campagne-multipaese/)